Bollettino del 20 Novembre

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7me BULLETIN
DE LA GRANDE ARMÉE

Busto, 20 Novembre 2015

Rieccoci quindi al nostro bollettino dopo un periodo di (apparente) silenzio.

Sul tavolo di Nations in Arms è di scena la campagna del 1813, nella quale le fortune dell’Imperatore sembrano molto ridotte anche grazie a degli eccellenti tiri di dado della Coalizione. Dopo ormai diversi mesi di gioco questo titolo sta dimostrando i suoi pregi e difetti: in particolare le condizioni di vittoria sembrano essere davvero lacunose e dovrebbero essere probabilmente riscritte ex novo dagli autori in quanto, specie in un gioco strategico, rappresentano il fine ultimo delle scelte dei giocatori.

Anche Star Wars: Armada è finalmente riuscito a trovare un suo tavolo in sede: il gioco, un evoluzione naturale di X-Wing da cui riprende molte meccaniche, dà in effetti un “respiro” diverso alla partita e la presenza in campo degli Star Destroyers, navi iconiche di SW, fornisce al giocatore Imperiale il giusto strumento per dimostrare alla feccia ribelle la potenza della flotta dell’Imperatore. In un prossimo bollettino contiamo di darvi un resoconto dettagliato delle prime partite ad Armada.

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Ultima novità, dopo la versione storica (Heroes of Normandie) ecco finalmente la versione cthuloide Shadows of Normandie: anche questo titolo è stato acquisito come KickStarter dalla sede ed era uno dei più attesi per questa fine anno. Le meccaniche sono le stesse di HoN ma chiaramente scenari e attributi speciali delle unità forniscono il giusto background al conflitto tra le forze umane (qui rappresentate dagli americani) e quelle dei Grandi Antichi. Davvero impressionante il megacounter di Cthulhu che praticamente occupa più di metà mappa!

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Uno dei principali pregi di un KS “lungo” come quello di HoN è che ogni 3/4 mesi arriva qualcosa di nuovo per il gioco (siamo in attesa delle scatole degli scenari), rinnovando l’interesse per il titolo. Nel caso di SoN l’attesa era davvero alta…

Pur ribadendo i limiti già evidenziati (HoN non è certo un titolo realmente “storico” nè particolarmente accurato) possiamo solo confermare che la qualità delle componenti, la varietà degli scenari e la velocità di gioco fanno di HoN e SoN un buon diversivo e un ottimo strumento per introdurre i nuovi giocatori.


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Serata 48Storm

Martedì 3 novembre si è tenuta all’AWAM una serata un po’ fuori dai soliti schemi. Stefano Cavanè, scultore e ideatore di giochi, ci ha presentato il proprio regolamento per schermaglie ambientato nella seconda guerra mondiale: 48Storm, regolamento affiancato dall’omonima linea di miniature in scala 1:48. Trovate maggiori informazioni sul gioco a questo link.
Per l’occasione sono venuti in sede anche 3 graditissimi ospiti modellisti-wargamer residenti nei paraggi.

Qualche foto della serata.

Preparazione dei tavoli

Rovine e macerie:

Macerie e rovine:

6 degli 8 partecipanti alla serata.

Alcuni dettagli delle splendide miniature:

Per finire, a questo link corrispondente a una pagina del forum “i minimondi di Capochino” trovate la descrizione passo per passo della realizzazione dello splendido tavolo urbano, da parte di Giuseppe “Capochino”, tavolo sul quale è stato un piacere giocare.


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Progett(in)o gladiatorio. Parte seconda

Giovedì prima partita a Ferrum et gloria. Impressione positiva, diversi capovolgimenti di fronte nel corso della partita. Gioco sicuramente da approfondire, ma è ancora presto per una valutazione.

Nel frattempo (e come promesso) ecco i gladiatori del lanista El Rampinicus, vincitori del primo scontro. Miniature dipinte da Stefano Marzi.

 


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Progett(in)o gladiatorio

La sezione grandi assenti dell’AWAM ha dato inizio a un piccolo progetto che ci porterà a simulare dei classici combattimenti tra gladiatori.
Sono già all’opera due “lanisti”, cioè degli impresari/gestori di scuole di gladiatori.
Ecco la prima scuola gladiatoria, quella di Matolo Maxino:

 

A breve (il tempo di far mettere in posa davanti al fotografo i rudi gladiatori) avremo anche le immagini dei combattenti del secondo lanista, ovvero Eliogabalo (detto El) Rampinicus!
Come regolamento, abbiamo ipotizzato di utilizzare il recente, e italianissimo, Ferrum et gloria, della Ganesha games

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Il regolamento prevede la possibilità di fare “scontri di scuole”, durante i quali due scuole gladiatorie di 5 gladiatori si scontrano schierando 3 combattenti e giocando 3 incontri. Sembra una buona formula per organizzare un campionato di “club”.

Dal momento che non lo abbiamo ancora testato, ci riserviamo di tornare sull’argomento in un prossimo futuro.

Peraltro segnaliamo che l’autore, Massimo Moscarelli, ha realizzato anche un eccellente sito pieno di informazioni sul materiale (miniature e arene) per il gioco. Trovate il sito a questo link.

Per quanto riguarda l’arena, l’intenzione è di realizzarne una in carta, questo prodotto sembra molto buono, anche se di dimensioni forse eccessive.

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Ma la speranza è di riuscire a realizzare, autocostruendola, un’arena di questo tipo:

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O, più realisticamente, un’arena “astratta” e più pratica come questa:

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Ci aggiorniamo dopo il primo lancio dei dadi!


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Bollettino del 12 Giugno

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6me BULLETIN
DE LA GRANDE ARMÉE

Busto, 12 Giugno 2015

Sul tavolo di Carthage balzo in avanti di 2000 anni ed ecco riapparire in sede Nations in Arms, seconda edizione del gioco Le Grand Empire: si tratta di uno strategico su mappa ad esagoni (sempre più una rarità) che copre l’intero periodo Napoleonico, dalle fasi immediatamente successive alla rivoluzione (1792) fino al 1815. Per la prima partita si è scelto lo scenario di Marengo, un singolo turno di gioco ma con tutti gli elementi base del gioco (terrestre e navale). Un inizio folgorante della Coalizione, grandemente aiutata dalla sorte, ha messo in difficoltà il Francese che sta cercando di recuperare il terreno perduto sul filo del rasoio (e dei punti vittoria). Vedremo come andranno le cose quando verrà messa sul tavolo la campagna vera e propria, dove l’attrito delle armate crea notevoli problemi logistici, specie all’attaccante: è difatti nell’aspetto strategico, soprattutto per la parte di produzione e rifornimento, che il titolo si differenzia da altre simulazioni dell’epopea imperiale.

Seconda partita The Witcher Adventure Game: giocando con un maggiore controllo delle meccaniche di gioco si possono meglio apprezzare gli elementi di background del titolo (disseminati in tutte le carte) e la reale differenza tra le strategie di vittoria per i diversi personaggi che, come detto nel precedente bollettino, richiedono un approccio di gioco allineato alle specifiche caratteristiche di ciascuno.

Nessuna grande novità dagli altri tavoli (tridimensinale, Ardenne): ci sentiamo per la prossima edizione del bollettino!


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Bollettino del 29 Maggio

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5me BULLETIN
DE LA GRANDE ARMÉE

Busto, 29 Maggio 2015

Sul tavolo del tridimensionale l’Antico lascia spazio al Napoleonico: inizia lo schieramento del truppe Francesi contro Austriaci e Russi. Vedremo la settimana prossima cosa sta succedendo in dettaglio.

Prima partita per The Witcher Adventure Game, gioco edito da FFG, ispirato al celebre strigo Geralt di Rivia, protagonista dei romanzi del polacco A Sapkowsky , nonché della fortunata serie di videogiochi omonimi che, festeggia in questi giorni l’uscita del suo terzo capitolo. (nota di servizio: la FFG ha pubblicato il lavoro di un autore polacco, un ragazzo molto simpatico e disponibile che abbiamo conosciuto a Lucca quest’autunno durante il playtest di una beta molto avanzata).

Premesso che questa non vuole essere una recensione, ma semplicemente “ un primo contatto” col soggetto, potete constatare dalle foto la buona qualità dei materiali forniti dall’editore e la ricca e funzionale dotazione .

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Il gioco è piuttosto semplice nelle sue linee generali. I quattro eroi, controllati dai giocatori, si muovono lungo la mappa raccogliendo indizi e investigando su strani avvenimenti che turbano i regni del Nord.  Naturalmente il pericolo è sempre in agguato sottoforma di mostri che popolano le regioni o di eventi sfortunati che li rallentano nei loro progressi.

Ogni giocatore ha due azioni a turno, oltre a viaggiare ed investigare, può acquisire potenziamenti, attivare un potere speciale o riposarsi. Particolarmente riuscita la caratterizzazione dei personaggi, realizzata attraverso un mazzo di carte personalizzate e la presenza di un’azione esclusiva per ciascun personaggio: in questo modo i quattro giocatori hanno in effetti la possibilità (o meglio la necessità) di sviluppare delle strategie differenti; a titolo di esempio il Bardo dovrà costruire la sua rete di collegamenti (rappresentata dalle carte “Amici”) mentre il Nano potrà dare ordini ai componenti della sua compagnia, ognuno in grado di effettuare un’azione unica ed esclusiva.

Rapido ed elegante il combattimento, che impiega dadi iconici, alcuni dei quali utilizzabili solo da un particolare personaggio. Interessante anche la gestione delle ferite, che limita progressivamente nella scelta delle azioni disponibili e che rende necessario, di tanto in tanto, riposarsi.

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Il gioco è competitivo ma senza esagerare, in fondo i quattro protagonisti, pur avendo una loro personale agenda, potrebbero anche definirsi amici

Il mondo è cupo, i tempi difficili e risolvere con successo una missione spesso lascia l’amaro in bocca, entrambe gli aspetti ricalcano ottimamente il mood dei romanzi di Sapkowsky. Non ci sono eroi e soprattutto non ci sono eroi buoni.

Come con Arkham Horror o Eldritch Horror, ritengo che, per dare il meglio di se, the Witcher debba essere giocato senza fretta, leggendo ad alta voce il testo delle carte e cercando di calarsi nel mondo glauco e tormentato descritto dall’autore, anche perché vi è la possibilità di intervenire nella risoluzione delle missioni degli altri giocatori.

Valutazione finale? Avevamo premesso che non si trattava di una recensione. In ogni caso al termine della partita tutti giocatori erano soddisfatti dell’esperienza. In particolare il vincitore che, ha rivelato di aver guardato, su YouTube, la serie di telefilm polacchi con lo wiedzmin come protagonista (si tratta di una serie degli anni novanta sottotitolata in inglese….fortunatamente https://www.youtube.com/watch?v=Mi4x8EOMHRM. C’è anche un film…)


Si conclude la prima guerra punica sul tavolo di Carthage,  con i due turni di gioco corrispondenti agli anni 256 e 255 a.C. Visto il finale piuttosto sorprendente ecco il resconto dettagliato dello scontro.

Il 256 si apre con inconsueta aggressività del Senato Cartaginese che vorrebbe arruolare una quarta armata. I due Suffeti, prudentemente, si limitano a rimpiazzare le perdite delle due armate posizionate in Sicilia.

Al solito Messina cambia di mano con il disfacimento per attrito della esigua guarnigione romana.

Brillante operazione dei Proconsoli romani che spostano la flotta da Taranto a Napoli, subendo poche perdite nello Stretto, imbarcano un’Armata Consolare appena reclutata, riescono a circumnavigare la Sicilia e sbarcano con qualche difficoltà davanti a Lilibeo…

…per essere poco dopo distrutti dalla terribile armata di Cartalone: dado lanciato 0 ma +18 di modificatori tra capacità del leader, esperienza e cavallerie !!.

Battaglia inconcludente davanti a Siracusa, controllata dal Romano, tra il Field Consul e l’inetto Bostar (1-5-D).

Il 255 si apre con importanti scelte politiche: il Senato Romano sbanda tutte le tre consolari in campo, fortemente indebolite. La sfortuna e la grettezza dello stesso senato però ostacola nuovi reclutamenti e Roma si trova con una sola consolare (in Campania, al comando del Field Consul) e una ridotta flotta comandata da un pretore basata a Siracusa.

Per non essere da meno anche il Senato Cartaginese assume un atteggiamento cauto e sbanda un’armata (quella di Bostar, già richiamato alla fine del turno precedente).

Cartalone recupera la fanteria posizionata a Catania per dirigersi su Siracusa ma il Field Consul (2-5-C) infila una sequela di continuità, marcia sulla costa tirrenica fino a Reggio, attraversa lo stretto sfuggendo alle navi puniche, inizia l’ennesimo assedio di Messina (presidiata soprattutto da Galli); si riattiva poco dopo, demolisce i muri di Messina e lancia un assalto che fallisce, infliggendo comunque più perdite di quelle subite.

Cartalone è costretto a tornare a Messina e sconfigge la consolare Romana rimuovendo l’assedio di Messina; si sposta poi a Siracusa e inizia l’assedio, supportato dai 15 squadroni dell’ammiraglio Himilco. Nell’ultima attivazione ridurrà di tre livelli la difesa delle potenti mura della città (che mantiene comunque un moltiplicatore di 4).

Nella fog of war, non si sa come, il Field Consul si attiva nuovamente (chiaro esempio di regole cannate) e con una consolare useless mette di nuovo, disperatamente, Messina sotto assedio.

L’annata (e la guerra) viene decisa dal successivo LAM di Siege.

Messina resiste mentre a Siracusa il Romano conclude una serata non particolarmente brillante in quanto a dadi con un 7 che peggiorato di 3 dalla presenza della flotta di Himilco raggiunge uno strepitoso 10 che azzera la pur nutrita guarnigione.

Cartalone occupa Siracusa, ultima città della Sicilia mancante al controllo punico.

A fine turno Cartagine consegue la vittoria automatica.

(E possiamo immaginare come il Senato Cartaginese stia meditando sul come sbarazzarsi di un troppo brillante generale Cartalone e della sua potente armata mercenaria).


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Expo Model: parte seconda

L’Expo Model si è conclusa con un ottimo successo di pubblico: molti i vistatori, i curiosi e i giocatori che si sono presentati ai tavoli organizzati dall’AWAM, e contiamo sul fatto che anche i più pigri avranno voglia di contattarci al nostro indirizzo info@awam.busto.it

Ecco una seconda carrelata di istantanee della giornata di domenica:

Il nostro stand di ingresso

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Assalto alle mura di Antiochia

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la sortita dai bastioni

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in pattuglia nelle strade di St. Valery (Francia 1940)

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il tavolo di AWAMIJA SFIGAZIJA:

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Bollettino del 22 maggio – Ardenne

Fronte: Ardenne (Ardennes ’44)

Aggiornamento del 19 dicembre. La mattina si apre con il blocco della 116Pz a causa di scarsità di rifornimenti. Così, il fronte a nord di St. Vith e nei dintorni di Vielsalm vede rallentare la spinta sul corridoio centrale delle operazioni.

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Unità della 116Pz bloccate dalla mancanza di rifornimenti.

La situazione attorno a Bastogne, invece, vede l’occupazione dei quartieri settentrionali della cittadina durante le prime ore del mattino; le operazioni sono condotte dalle divisioni Lehr e 2Pz. La città è destinata a cadere completamente la sera del 19 dicembre. Gli alleati si ritirano e si riposizionano nei boschi attorno alla città.

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Bastogne la mattina del 19 dicembre.

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Bastogne la sera del 19 dicembre.

Sempre lungo il corridoio centrale è da riportare, dopo un lungo ed estenuante combattimento, la caduta di Houffalize; la cittadina è costata agli alleati due unità, una delle quali corazzata. Anche in quest’area è di scena la 2a divisione Panzer, coadiuvata dalla 26ma divisione.

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Houffalize alle prime luci del mattino del 19 dicembre.

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La cittadina di Houffalize come appare alla sera del 19 dicembre.

Sul fronte nord, la resistenza degli alleati attorno a Monschau è decisamente elevata. I ripetuti attacchi portati dalle truppe tedesche non sortiscono risultati positivi, anzi costano diverse perdite ai Fallschirmjäger schierati nella zona.

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Sul versante meridionale, come a Nord, riportiamo una situazione di stallo. Le forze tedesche sono fondamentalmente equivalenti, se non inferiori, a quelle alleate; pochi progressi ottenuti a caro prezzo. Da segnalare la resa di Effelbruck ai paracadutisti tedeschi; una conquista che ha comportato numerose demolizioni di ponti nelle zone circostanti.

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Le posizioni attorno Effelbruck e i rinforzi che si delineano all’orizzonte.


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Aggiornamento al bollettino del 15 maggio

Aggiornamento dal fronte delle Ardenne (Ardennes ’44).

Siamo arrivati al turno pomeridiano del 18 dicembre. Dal prossimo turno le cose inizieranno a complicarsi per il tedesco; si dovrà fare i conti con i rifornimenti di carburante.

L’avanzata lungo il corridoio centrale continua e Bastogne si intravede all’orizzonte; appare già difesa, mentre alcuni rapporti delle unità di ricognizione segnalano colonne di rinforzi in veloce avvicinamento.

Bastogne come appare nelle prime ore pomeridiane del 18 dicembre.

Bastogne, come appare nelle prime ore pomeridiane del 18 dicembre, e lo schieramento di avvicinamento tedesco.

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Le colonne di avio-trasportati alleate che accorrono alla difesa di Bastogne e della linea centrale di confine.

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